lunedì 17 novembre 2008
Tipografia in Cile
Dal sito di Sergio Polano ho trovato questo blog tipografico veramente carino: letritas. Sfogliate almeno fino a capire perché occorre prendere Valentino Rossi come maestro.
giovedì 13 novembre 2008
giovedì 2 ottobre 2008
Spaghetti Grafica nelle librerie di tutta Italia
"e Buon Appetito! Finalmente dopo avvistamenti sparsi in tutto il mondo Spaghetti Grafica è nelle migliori librerie d’Italia… uno strumento per i designer, per i committenti, per le istituzioni, per gli studenti.
I migliori lavori recenti di grafica dei designer e studi grafici italiani, selezionati dal Ministero della Grafica attraverso un concorso nazionale aperto che ha visto partecipare più di 150 studi con oltre 500 progetti. Con lavori che spaziano dalla tipografia, alla grafica editoriale, all’identità, fino agli allestimenti, alla motion graphic e all’autoespressione, Storie di Grafica è nato come una mostra pubblica ed è diventato poi un libro a distribuzione internazionale. I progetti sono per la grande maggioranza lavori reali realizzati per clienti reali".
ministero della grafica
Anche noi abbiamo partecipato a questo concorso con un nostro lavoro, il marchio 'esa agenzia immobiliare', siamo molto felici di aver vissuto questa esperienza.
I migliori lavori recenti di grafica dei designer e studi grafici italiani, selezionati dal Ministero della Grafica attraverso un concorso nazionale aperto che ha visto partecipare più di 150 studi con oltre 500 progetti. Con lavori che spaziano dalla tipografia, alla grafica editoriale, all’identità, fino agli allestimenti, alla motion graphic e all’autoespressione, Storie di Grafica è nato come una mostra pubblica ed è diventato poi un libro a distribuzione internazionale. I progetti sono per la grande maggioranza lavori reali realizzati per clienti reali".
ministero della grafica
Anche noi abbiamo partecipato a questo concorso con un nostro lavoro, il marchio 'esa agenzia immobiliare', siamo molto felici di aver vissuto questa esperienza.
martedì 30 settembre 2008
lunedì 15 settembre 2008
Oggi ho rivisto il documentario della BBC di Stephen Fry su Gutenberg. Si vede bene come funziona la ‘forma’ per fondere i caratteri, la pressa tipografica, persino la preparazione della carta.
Oltretutto questo deve essere un momento di grande ritorno alla manualità.
Oltretutto questo deve essere un momento di grande ritorno alla manualità.
giovedì 11 settembre 2008
Counterpunch, Fred Smeijers
La produzione di caratteri per la stampa viene descritta solitamente secondo queste operazioni: incisione del punzone, ‘battitura’ del punzone sulla matrice di rame, fusione del carattere.
Counterpunch è un’indagine, soprattutto, sulla prima fase, l’incisione del punzone, ma è anche molto di più. In primo luogo ribalta il modo con cui si affronta la tipografia, partendo dai processi produttivi e dagli stessi strumenti di produzione invece che dalle ‘idee’. In secondo luogo la sua indagine è condotta, in modo molto radicale, attraverso la sperimentazione fisica delle ipotesi. Per capire come lavorava l'incisore di punzoni, Smeijers prova a riutilizzare i vecchi strumenti (e ci mostra anche come farsi un manico di lima da un tappo di champagne – non credo che sia lo stesso con un tappo di est! est!! est!!!). In questa ricerca Smeijers immagina un ruolo maggiore e fondamentale per i contropunzoni. Un contropunzone non è altro che un punzone che serve ad asportare dal punzone vero e proprio la parte interna delle lettere (il bianco). Questa tecnica, opposta a quella dell'incisione vera e propria, mostra l'autore, permette di mantenere una coerenza tra i vari caratteri, dato che i contropunzoni necessari potranno essere riusati per diverse lettere; non solo le diverse versioni accentate, per esempio della ‘o’, ma anche per gli occhi di b, d, p, q (opportunamente orientati).
La tecnica del contropunzone permette, ovviamente, una maggiore velocità nelle operazioni (Smeijers pensa che per portare a termine una font, all'incisore servissero circa due mesi di lavoro) e un maggiore controllo sui risultati. Non solo, permette anche di riutilizzare gli stessi contropunzoni per diversi corpi, immaginando così che la linearità di ingrandimento/riduzione dei caratteri tipica delle font digitali non fosse così estranea alla logica del type designer del XVI secolo.
Credo che uno dei temi di fondo, che possono emergere da una lettura di questo libro (almeno da come lo ho letto io), sia la riformulazione dell'idea che ci viene insegnata della centralità dello spazio ‘bianco’ delle lettere ma soprattutto, è quello che voglio sostenere, del modo in cui dovrebbe essere insegnata. È una cosa che spesso assume contorni misteriosi e difficili da afferrare. Se invece ci mettiamo dal punto di vista dell'incisore di Smeijers, vediamo come la priorità dello spazio bianco, del vuoto delle lettere assuma un contorno decisamente solido, almeno come un cuneo di acciaio che deve essere spinto a martellate in un'altra barra di acciaio.
L'incisore deve materialmente definire per prima cosa i vuoti, come se fossero pieni, e fare anche delle prove annerendoli con il fumo. Per cui la prima coerenza che l'incisore cerca è quella delle controforme che vede in positivo, senza le lettere intorno. La lettera è definita, in un secondo tempo, intorno a un vuoto (come le caramelle polo).
Viste le cose secondo questo ordine di operazioni, nella loro ‘fisicità’, la questione del bianco delle lettere assume un significato diverso e concreto. Questa stessa chiarezza ci è, come dire, preclusa con gli strumenti attuali che ci impongono di manipolare linee senza spessore e, considerato questo, mi sento giustificato come studente che rimaneva perplesso di fronte all'evocazione di questa fondamentale importanza del bianco, del vuoto, delle lettere.
Ma questo potrebbe anche essere un progetto per un diverso software. Di fatto credo che il motivo per cui lavoriamo con le curve di bezier non sia la comodità dell'utente ma la convenienza matematica. Posso capire che sia comodo immagazzinare i dati di una font come ‘contorni’ orientati, non sono così sicuro che valga la stessa cosa se al posto di un linguaggio di programmazione ci mettiamo una persona fisica.
Counterpunch è un’indagine, soprattutto, sulla prima fase, l’incisione del punzone, ma è anche molto di più. In primo luogo ribalta il modo con cui si affronta la tipografia, partendo dai processi produttivi e dagli stessi strumenti di produzione invece che dalle ‘idee’. In secondo luogo la sua indagine è condotta, in modo molto radicale, attraverso la sperimentazione fisica delle ipotesi. Per capire come lavorava l'incisore di punzoni, Smeijers prova a riutilizzare i vecchi strumenti (e ci mostra anche come farsi un manico di lima da un tappo di champagne – non credo che sia lo stesso con un tappo di est! est!! est!!!). In questa ricerca Smeijers immagina un ruolo maggiore e fondamentale per i contropunzoni. Un contropunzone non è altro che un punzone che serve ad asportare dal punzone vero e proprio la parte interna delle lettere (il bianco). Questa tecnica, opposta a quella dell'incisione vera e propria, mostra l'autore, permette di mantenere una coerenza tra i vari caratteri, dato che i contropunzoni necessari potranno essere riusati per diverse lettere; non solo le diverse versioni accentate, per esempio della ‘o’, ma anche per gli occhi di b, d, p, q (opportunamente orientati).
La tecnica del contropunzone permette, ovviamente, una maggiore velocità nelle operazioni (Smeijers pensa che per portare a termine una font, all'incisore servissero circa due mesi di lavoro) e un maggiore controllo sui risultati. Non solo, permette anche di riutilizzare gli stessi contropunzoni per diversi corpi, immaginando così che la linearità di ingrandimento/riduzione dei caratteri tipica delle font digitali non fosse così estranea alla logica del type designer del XVI secolo.
Credo che uno dei temi di fondo, che possono emergere da una lettura di questo libro (almeno da come lo ho letto io), sia la riformulazione dell'idea che ci viene insegnata della centralità dello spazio ‘bianco’ delle lettere ma soprattutto, è quello che voglio sostenere, del modo in cui dovrebbe essere insegnata. È una cosa che spesso assume contorni misteriosi e difficili da afferrare. Se invece ci mettiamo dal punto di vista dell'incisore di Smeijers, vediamo come la priorità dello spazio bianco, del vuoto delle lettere assuma un contorno decisamente solido, almeno come un cuneo di acciaio che deve essere spinto a martellate in un'altra barra di acciaio.
L'incisore deve materialmente definire per prima cosa i vuoti, come se fossero pieni, e fare anche delle prove annerendoli con il fumo. Per cui la prima coerenza che l'incisore cerca è quella delle controforme che vede in positivo, senza le lettere intorno. La lettera è definita, in un secondo tempo, intorno a un vuoto (come le caramelle polo).
Viste le cose secondo questo ordine di operazioni, nella loro ‘fisicità’, la questione del bianco delle lettere assume un significato diverso e concreto. Questa stessa chiarezza ci è, come dire, preclusa con gli strumenti attuali che ci impongono di manipolare linee senza spessore e, considerato questo, mi sento giustificato come studente che rimaneva perplesso di fronte all'evocazione di questa fondamentale importanza del bianco, del vuoto, delle lettere.
Ma questo potrebbe anche essere un progetto per un diverso software. Di fatto credo che il motivo per cui lavoriamo con le curve di bezier non sia la comodità dell'utente ma la convenienza matematica. Posso capire che sia comodo immagazzinare i dati di una font come ‘contorni’ orientati, non sono così sicuro che valga la stessa cosa se al posto di un linguaggio di programmazione ci mettiamo una persona fisica.
mercoledì 10 settembre 2008
Ridiculous design rules
Oggi ci è arrivata la segnalazione di nuovo sito, http://www.ridiculousdesignrules.com/, se ancora non lo conoscete dovete assolutamente scoprirlo, si tratta di una raccolta di regole di design "ridicole", potete votare la più ridicola e soprattutto inserire la vostra!
martedì 9 settembre 2008
Centrare in verticale con CSS
Capita di dovere centrare verticalmente alcuni elementi. La cosa, se presa dal verso sbagliato (tipo, pasticciando con margin e padding) può essere piuttosto irritante, in realtà, ho scoperto, è quasi banale.
Se volete centrare un testo all’interno di un elemento (può essere il caso di un bottone, di elementi di una lista, ecc.) basta usare la proprietà line-height. Se l’elemento esterno (mettiamo, il bottone) è alto 30px, basta usare, per il testo line-height: 30px.
(Di fatto la proprietà line-height sembra essere la versione moderna della pratica, che ho letto descritta da Fred Smeijers in Counterpunch, di fondere un carattere di un certo corpo sull’altezza di un corpo maggiore).
Se poi uno cerca di centrare verticalmente un intero blocco nella pagina la cosa diventa un poco più complicata.
Avevo pensato di usare la stessa line-height per centrare un div trattato come se fosse un elemento inline. Ovviamente la cosa non funziona perché se uno prova a usare le percenntuali per line-height, la misura di riferimento è relativa al corpo del carattere e non all’altezza della pagina.
Ho fatto delle ricerche: una soluzione consiste nel piazzare un elemento, alto il 50% della pagina che funziona come distanziatore. A questo elemento si applica un margine inferiore negativo pari alla metà dell’altezza dell’oggetto che va centrato.
Dopo l’elemento distanziatore si piazza il contenitore da centrare, et voilà.
Non so perché ma questa soluzione non mi soddisfa molto, preferirei infatti avere i due elementi (distanziatore e contenitore vero e proprio) annidati l’uno nell’altro.
La soluzione che ho trovato sarebbe questa:
Bisogna usare il posizionamento assoluto per una ragione un poco contorta. La cosa più ovvia sarebbe usare un margine superiore del 50%, solo che se applichiamo le percentuali ai margini (anche a quelli superiore e inferiore) non sono calcolate sull’altezza dell’elemento ‘genitore’(ma, sembra, sulla sua larghezza).
In più, volendo spostare in alto il box da centrare con il margine superiore negativo, explorer decide senz’altro di tagliarlo. La soluzione è quella di usare la posizione relativa.
daniele
Se volete centrare un testo all’interno di un elemento (può essere il caso di un bottone, di elementi di una lista, ecc.) basta usare la proprietà line-height. Se l’elemento esterno (mettiamo, il bottone) è alto 30px, basta usare, per il testo line-height: 30px.
(Di fatto la proprietà line-height sembra essere la versione moderna della pratica, che ho letto descritta da Fred Smeijers in Counterpunch, di fondere un carattere di un certo corpo sull’altezza di un corpo maggiore).
Se poi uno cerca di centrare verticalmente un intero blocco nella pagina la cosa diventa un poco più complicata.
Avevo pensato di usare la stessa line-height per centrare un div trattato come se fosse un elemento inline. Ovviamente la cosa non funziona perché se uno prova a usare le percenntuali per line-height, la misura di riferimento è relativa al corpo del carattere e non all’altezza della pagina.
Ho fatto delle ricerche: una soluzione consiste nel piazzare un elemento, alto il 50% della pagina che funziona come distanziatore. A questo elemento si applica un margine inferiore negativo pari alla metà dell’altezza dell’oggetto che va centrato.
Dopo l’elemento distanziatore si piazza il contenitore da centrare, et voilà.
Non so perché ma questa soluzione non mi soddisfa molto, preferirei infatti avere i due elementi (distanziatore e contenitore vero e proprio) annidati l’uno nell’altro.
La soluzione che ho trovato sarebbe questa:
e il css
<div id="distanziatore">
<div id="centrato">
</div>
</div>
#distanziatore{
position:absolute;
height:50%;
top:50%;
}
#centrato{
position:relative;
height:200px;
width:200px;
margin-top:-100px;
background-color:#000;
}
Bisogna usare il posizionamento assoluto per una ragione un poco contorta. La cosa più ovvia sarebbe usare un margine superiore del 50%, solo che se applichiamo le percentuali ai margini (anche a quelli superiore e inferiore) non sono calcolate sull’altezza dell’elemento ‘genitore’(ma, sembra, sulla sua larghezza).
In più, volendo spostare in alto il box da centrare con il margine superiore negativo, explorer decide senz’altro di tagliarlo. La soluzione è quella di usare la posizione relativa.
daniele
mercoledì 18 giugno 2008
Corsi al CIAC
Sabato scorso ho terminato il mio corso di calligrafia sulla carolina minuscola. È stata una cosa piuttosto divertente (lettere, lettere, lettere) e, in effetti, ci sono cose che uno impara a vedere solamente scrivendo, intendo su come funzionano le lettere sulla spaziatura ecc. Il corso era tenuto da Monica Dengo.
L'associazione che ha organizzato questo corso, il Ciac, sta preparando anche altroi corsi a settembre. Uno sulla corsiva umanistica, con Massimo Polello, a cui mi iscriverò certamente.
Ad Arezzo Monica organizza un workshop 'Books by hand' che promette di essere molto interessante, e un corso di acquerello en plein air (con relativa cucitura a mano del proprio taccuino).
daniele
L'associazione che ha organizzato questo corso, il Ciac, sta preparando anche altroi corsi a settembre. Uno sulla corsiva umanistica, con Massimo Polello, a cui mi iscriverò certamente.
Ad Arezzo Monica organizza un workshop 'Books by hand' che promette di essere molto interessante, e un corso di acquerello en plein air (con relativa cucitura a mano del proprio taccuino).
daniele
lunedì 19 maggio 2008
Good 50x70, i vincitori
Il 15 di maggio hanno finalmente comunicato i nomi dei vincitori del concorso. Il nostro poster purtroppo non è apparso tra la lista dei prescelti, ma noi ve o faccamo vedere lo stesso.
mercoledì 9 aprile 2008
Resist 2008
Arci Viterbo organizza ogni anno una manifestazione in occasione della festa della Liberazione chiamata “Resist”. Quest'anno la manifestazione è dedicata alla memoria dei sessant'anni dell'entrata in vigore della Costituzione attraverso i ricordi dei partigiani che hanno versato il sangue ed hanno combattuto per la libertà. Partecipiamo anche noi con un progetto sulla Costituzione della Repubblica intitolato 'Ri-Costituente'.

"Ogni tanto si sentono invocazioni a difendere la Costituzione della Repubblica come una irrinunciabile conquista mentre, contemporaneamente, vediamo all'opera una lenta corrosione dei suoi principî. La grande striscia illustrata Ri-Costituente, insieme al progetto del carattere tipografico con lo stesso nome, vuole promuovere la conoscenza della Carta Costituzionale con un esercizio di immaginazione per ‘vederla’ e per ‘scriverla’. Un esercizio che invitiamo tutti a rifare con gli strumenti del proprio lavoro".
Il nostro progetto verrà presentato il 20 aprile alle ore 18,00 presso la Sala Gatti Piazza delle Erbe Viterbo. La mostrà durerà fino al 27 aprile. Tutte le foto su www.flickr.com

"Ogni tanto si sentono invocazioni a difendere la Costituzione della Repubblica come una irrinunciabile conquista mentre, contemporaneamente, vediamo all'opera una lenta corrosione dei suoi principî. La grande striscia illustrata Ri-Costituente, insieme al progetto del carattere tipografico con lo stesso nome, vuole promuovere la conoscenza della Carta Costituzionale con un esercizio di immaginazione per ‘vederla’ e per ‘scriverla’. Un esercizio che invitiamo tutti a rifare con gli strumenti del proprio lavoro".
Il nostro progetto verrà presentato il 20 aprile alle ore 18,00 presso la Sala Gatti Piazza delle Erbe Viterbo. La mostrà durerà fino al 27 aprile. Tutte le foto su www.flickr.com
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giovedì 3 aprile 2008
Scarpe di Nietzsche
giovedì 13 marzo 2008
Tuscia Film Fest Viterbo Cinema 2008
Il Tuscia Film Fest anche per l’edizione 2008 (Viterbo e Civita di Bagnoregio, 27 giugno-19 luglio) organizza il concorso Spazio all’arte, finalizzato all’ideazione e alla realizzazione del manifesto ufficiale della manifestazione. La partecipazione al concorso è libera. Il termine per la presentazione delle opere è sabato 19 aprile 2008. Il bando completo è disponibile sul sito www.viterbocinema.com
giovedì 21 febbraio 2008
Good 50x70

Good 50x70 è una iniziativa che promuove la consapevolezza, da parte dei designer, del potere della grafica di veicolare messaggi sociali. I partecipanti sono invitati a progettare un manifesto sulla base di brief elaborati da associazioni (Amnesty, Greenpeace, Emercency ecc.) su tematiche come il riscaldamento globale, i diritti umani, l'accesso all'acqua, le malattie sessualmente trasmissibili, la guerra, la caccia, la mortalità infantile.
Il termine per la presentazione del proprio poster è il 20 aprile.
Le informazioni dettagliate si trovano sul sito good50x70.org.
lunedì 11 febbraio 2008
Helvetica
Finalmente, dopo qualche settimana di attesa mi è arrivato il dvd di helvetica che mi ha regalato Rosanna. Ora, mi sento poco loquace, ma il film mi è sembrato interessante. In primo luogo non è tanto un film su helvetica, quanto un film sulla grafica (almeno su alcuni passaggi degli ultimi 50 anni) costruito attraverso interviste e frammenti di osservazione di paesaggi urbani abitati da helvetica in ogni forma. È un pò come se la neutralità di helvetica, più che creare un carattere 'normale', avesse creato un carattere che richiede una ideologizzazione per essere usato veramente (il carattere del socialismo, oppure, il carattere del capitalismo transnazionale).
Su questo intreccio tra la grafica e l'ideologia ho trovato molto istruttiva la storia raccontata da Gary Hustwit nel 'booklet' del dvd: negli anni '90 aveva disegnato una font "grunge" e, un giorno, la vede alla CNN. Poi nota che la parola, scritta con la sua font sporca e 'disgustosa', era "welfare" (perché una cosa come lo stato sociale, l'assistenza pubblica ecc. è rappresentata come sporca e spaventevole?). A quel punto, lui dice, si è reso conto del potere della tipografia.
daniele
Su questo intreccio tra la grafica e l'ideologia ho trovato molto istruttiva la storia raccontata da Gary Hustwit nel 'booklet' del dvd: negli anni '90 aveva disegnato una font "grunge" e, un giorno, la vede alla CNN. Poi nota che la parola, scritta con la sua font sporca e 'disgustosa', era "welfare" (perché una cosa come lo stato sociale, l'assistenza pubblica ecc. è rappresentata come sporca e spaventevole?). A quel punto, lui dice, si è reso conto del potere della tipografia.
daniele
venerdì 1 febbraio 2008
Tipografia Freudiana
Ieri su Repubblica (almeno la versione web) ho letto questo articolo sulla font utilizzata da woody allen per i titoli dei suoi film. Si tratta di Windsor, un carattere consigliato al regista da Ed Benguiat.
La notizia veniva riportata da questo blog che si era interrogato sulle origini della scelta tipografica, così ossessivamente ripetuta, di Woody Allen (da Io e Annie in poi, con l'eccezione di Interiors e Manhattan, come notato in questo sito nel 2003). La cosa, oltre ad essere 'curiosa' , mi sembra interessante perché, se non fosse per Woody Allen, mai e poi mai un articolo che parla di tipografia avrebbe trovato la sua strada sui quotidiani italiani.
La notizia veniva riportata da questo blog che si era interrogato sulle origini della scelta tipografica, così ossessivamente ripetuta, di Woody Allen (da Io e Annie in poi, con l'eccezione di Interiors e Manhattan, come notato in questo sito nel 2003). La cosa, oltre ad essere 'curiosa' , mi sembra interessante perché, se non fosse per Woody Allen, mai e poi mai un articolo che parla di tipografia avrebbe trovato la sua strada sui quotidiani italiani.
mercoledì 30 gennaio 2008
martedì 22 gennaio 2008
Bellissima iniziativa, però...

Dal sito della Provincia di Milano.
"La Provincia di Milano, la Camera di Commercio di Milano e la Camera di Commercio di Monza e Brianza stanziano € 1.500.000,00 per favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese creative a forte contenuto innovativo attraverso la Terza Edizione del Bando per il sostegno alla creazione di nuove imprese creative e innovative..."
Aspiranti imprenditori "creativi" non disperate! Chissà, magari un giorno anche la Provincia di Viterbo ci darà una simile oppurtunità. Intanto consoliamoci vedendo che anche la Provincia di Milano lascia piuttosto a desiderare per quanto riguarda la comunicazione di questo progetto... o forse avevano solo finito i soldi?
lunedì 14 gennaio 2008
Un carattere per corpi piccolissimi
Tra settembre e ottobre ho passato un mese a Milano per un corso di type design del poli.design. È stata una vacanza piuttosto divertente, appassionante, in certo senso. Per il progetto avevamo il compito di disegnare un carattere per i corpi piccolissimi per fare entrare un libro intero nello spazio di un manifesto. Ho scelto il libro di Safran-Foer Ogni cosa è illuminata. Certo, è stato un gioco, ma alla fine sono rimasto piuttosto affezionato al mio carattere.
DA LÌ AC-QUA

Dal comunicato stampa
"Sabato 12 gennaio 2008 alle ore 17:00 si è inaugurata, presso la suggestiva cornice dell’Archivio Storico Comunale e del Chiostro degli Agostiniani del comune di Bracciano, la terza edizione del Ddang. L’evento, che avrà termine il 20 gennaio 2008, si ripropone di essere una rassegna di lavori artistici, che andrà ad abbracciare diverse discipline: fotografia, pittura, video, grafica. Autori delle opere saranno artisti emergenti che si cimenteranno con i loro lavori nell’interpretazione del tema proposto dal gruppo organizzatore: l’Acqua. Sarà questo il filo conduttore dell’evento, l’elemento primario, informe per eccellenza, che prenderà forma grazie all’immaginazione e all’intraprendenza dei nostri giovani artisti. E sarà l’acqua che ci farà riflettere, il nostro bene comune più prezioso, legato, come è noto, a gravissime problematiche ambientali..."
di Michela de Paolis
Anche noi abbiamo deciso di partecipare con un poster.
giovedì 10 gennaio 2008
Stencil Project number 1

Questo stencil è un primo tentativo di costruire un carattere, quasi completo, in modo modulare a partire da un numero limitato di elementi (senza per questo usare elementi "troppo elementari") e di regole combinatorie. Il prossimo passo è costruire una variante più strettamente collegata alla corsiva cancelleresca.
lunedì 7 gennaio 2008
giovedì 3 gennaio 2008
AO
mercoledì 2 gennaio 2008
Design on the Wheels
Alessandro Segalini fa notare su sdz questa iniziativa di un gruppo di designer slovacchi che, constatata la 'condizione disperata della cultura visiva' nel loro paese, hanno deciso di organizzare un tour 'Design on the Wheels', andando in giro con un pulmino per migliorare questa situazione, portando direttamente il graphic design nelle vite dei loro concittadini. La cosa mi sembra molto bella, soprattutto occorrerebbe chiedere a Juraj Blaško e soci di fare un giro a Viterbo (anche per confortarli sul fatto che la cultura visiva dei loro connazionali non è la peggiore del mondo). Oppure è ora di comprarsi un pulmino?
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