giovedì 21 febbraio 2008

Good 50x70


Good 50x70 è una iniziativa che promuove la consapevolezza, da parte dei designer, del potere della grafica di veicolare messaggi sociali. I partecipanti sono invitati a progettare un manifesto sulla base di brief elaborati da associazioni (Amnesty, Greenpeace, Emercency ecc.) su tematiche come il riscaldamento globale, i diritti umani, l'accesso all'acqua, le malattie sessualmente trasmissibili, la guerra, la caccia, la mortalità infantile.
Il termine per la presentazione del proprio poster è il 20 aprile.
Le informazioni dettagliate si trovano sul sito good50x70.org.

lunedì 11 febbraio 2008

Helvetica

Finalmente, dopo qualche settimana di attesa mi è arrivato il dvd di helvetica che mi ha regalato Rosanna. Ora, mi sento poco loquace, ma il film mi è sembrato interessante. In primo luogo non è tanto un film su helvetica, quanto un film sulla grafica (almeno su alcuni passaggi degli ultimi 50 anni) costruito attraverso interviste e frammenti di osservazione di paesaggi urbani abitati da helvetica in ogni forma. È un pò come se la neutralità di helvetica, più che creare un carattere 'normale', avesse creato un carattere che richiede una ideologizzazione per essere usato veramente (il carattere del socialismo, oppure, il carattere del capitalismo transnazionale).
Su questo intreccio tra la grafica e l'ideologia ho trovato molto istruttiva la storia raccontata da Gary Hustwit nel 'booklet' del dvd: negli anni '90 aveva disegnato una font "grunge" e, un giorno, la vede alla CNN. Poi nota che la parola, scritta con la sua font sporca e 'disgustosa', era "welfare" (perché una cosa come lo stato sociale, l'assistenza pubblica ecc. è rappresentata come sporca e spaventevole?). A quel punto, lui dice, si è reso conto del potere della tipografia.

daniele

venerdì 1 febbraio 2008

Tipografia Freudiana

Ieri su Repubblica (almeno la versione web) ho letto questo articolo sulla font utilizzata da woody allen per i titoli dei suoi film. Si tratta di Windsor, un carattere consigliato al regista da Ed Benguiat.
La notizia veniva riportata da questo blog che si era interrogato sulle origini della scelta tipografica, così ossessivamente ripetuta, di Woody Allen (da Io e Annie in poi, con l'eccezione di Interiors e Manhattan, come notato in questo sito nel 2003). La cosa, oltre ad essere 'curiosa' , mi sembra interessante perché, se non fosse per Woody Allen, mai e poi mai un articolo che parla di tipografia avrebbe trovato la sua strada sui quotidiani italiani.